Ultima chiamata: la mostra su Quayola a Roma sta per terminare.

C’è tempo solo fino al 13 e la mostra dell’artista Davide Quayola, presso Palazzo Cipolla chiuderà, dopo aver goduto della proroga per il grande successo ricevuto.

Una vera immersione nelle immagini che, modificate attraverso l’utilizzo di algoritmi, nascono sotto nuova forma.

Quayola non utilizza gli algoritmi solo o semplicemente per creare delle opere d’arte, ma ci restituisce strumenti indispensabili di lettura della nostra società contemporanea.
Dipinti rinascimentali e del barocco sono trasformati in complesse composizioni digitali attraverso metodi computazionali, e sculture ispirate alla tecnica michelangiolesca del non-finito sono scolpite mediante mezzi robotici.
Seguono rappresentazioni della natura, prodotto di un’arte generativa che evidenzia l’affascinante – benché paradossale – somiglianza tra il mondo naturale e quello digitale.
Sviluppando un corpo di lavoro che assume sia una forma immateriale (come i video) che materiale (come le stampe o le sculture), l’artista ci illumina sul paradosso dell’immaterialità che è di fatto una nuova forma di materialità.

https://www.arthemisia.it/it/quayola-roma/

Il percorso è suddiviso dunque in tre sezioni, la prima dedicata all’arte classica e antica, la seconda a sculture incompiute e l’ultima alla tradizione della pittura di paesaggio.

Appena varcata la soglia della prima sala, sul soffitto, con l’ausilio di suoni, rivive la volta della Chiesa del Gesù di Roma, affrescata da Giovan Battista Gaulli; sotto il Laocoonte, di cui si vede tutta la plasticità: Quayola mette in evidenza la forma, che copre così il soggetto.

Foto di Alessandro Benvenuti

Seguono poi le trasformazioni in codici binari di opere di Artisti come Artemisia Gentileschi, Padovanino e Livia Fontana esposti in un corridoio cieco.

Nella seconda sezione, quella delle sculture incompiute, si possono vedere gli strumenti che l’artista utilizza per l’esecuzione delle stesse sculture, osservandone il risultato con Il ratto di Proserpina e le opere dedicate a “Pluto”.

Foto di Alessandro Benvenuti.
Il Ratto di Proserpina, foto di Alessandro Benvenuti

Molto suggestiva è la parte dedicata alla natura, con rimandi a l’Orangerie di Monet, o con l’installazione Diptych del 2016.

Foto di Alessandro Benvenuti

La mostra è promossa dalla Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, presieduta dal Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, è realizzata da Poema con il supporto organizzativo di Comediarting e Arthemisia ed è curata da Jérôme Neutres e Valentino Catricalà.


ORARIO DI APERTURA

Aperto dalle ore 10.00 alle 20.00 (Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura, ore 19.00)

BIGLIETTI

  • Intero € 6,00
  • Ridotto € 3,00 – valido per giovani fino a 26 anni, adulti oltre i 65 anni, forze dell’ordine e militari con tessera, studenti universitari con libretto, giornalisti con tessera, titolari di apposite convenzioni: (Fai, La Feltrinelli, Biblioteche di Roma, Touring Club Italiano, LUISS).
  • Biglietto gratuito – valido per bambini sotto i 6 anni, visitatori diversamente abili incluso 1 accompagnatore,

1 accompagnatore per ciascun gruppo prenotato, membri ICOM, Guide Turistiche Regione Lazio con patentino (si concede un solo ingresso). 

È possibile acquistare i biglietti online sul sito ticket.it:

https://www.ticket.it/quayola

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