I volti iperrealisti di Massimiliano Pironti.

Quando si dice che l’arte è nelle vene : musica, danza e pittura possono convivere all’interno di un’unica persona, per farla arrivare con successo in tutti i settori. Appassionato di Blues, pittore da quando aveva tre anni, Massimiliano Pironti, classe 1981, ha semplicemente seguito la sua strada.

Non c’è da stupirsi se i suoi ritratti iperrealisti lo abbiano portato a ricevere importanti commissioni, come la realizzazione del ritratto del maestro dell’ordine dei frati Domenicani, Carlos Azpiroz Costa O.P., per la basilica di Santa Sabina di Roma; o il ritratto della principessa Mafalda von Hessen, dopo aver dipinto su commissione un’opera per l’artista e designer Rolf Sachs ed il suo ‘Dracula Club’ di St. Moritz.

Basta vedere il suo A Throne in The West (lavoro che fu selezionato per il PB Portrait Award 2018 organizzato alla London Portrait Gallery) , per capire il livello della sua produzione. Una bellissima ragazza siede tenendosi con la mano il ginocchio, ci guarda dritti negli occhi, con un’espressione di chi deve dire qualcosa: la sicurezza di quegli occhi è penetrante, quanto reale.

A throne in the west, Olio su pannello di alluminio, 2017.

Oppure la semplicità delle mani di una anziana signora, Hermine, mani che raccontano di una vita vissuta; di carezze date, di lavori passati, di abbracci. Escono vive dal disegno; si vede quasi scorrere il sangue nelle vene sporgenti; si ha la voglia di toccarle, quelle mani.

The hands of Hermine, Olio su plexiglass, 2019

Ma l’opera più significativa in termini di sentimento è Quo Vadis che nel 2019 si è classificata al terzo posto del BP Portrait Award.

Ritrae la nonna dell’artista, che la descrive personalmente come segue:

Vincenza ha 95 anni, vive da sola in una rocca medievale nei pressi di Anagni, la città dei Papi, dove è nata nel 1924. Vincenza è mia nonna e custodisce la storia della mia famiglia. Ho voluto rappresentarla in un momento della sua quotidianità, seduta al centro della cucina, illuminata dall’alto da un lampadario che, come un faro, fa emergere i segni di quasi un secolo di vita. Dietro, un muro di piastrelle – che lei stessa tira a lucido – e in alto una finestra semiaperta, che la collega al mondo esterno. Al collo la collana di perle e, sulle gambe, la sua inseparabile borsa dell’acqua calda, con un simbolo allegorico di vanitas, rappresentazione di un momento effimero, del tempo che passa. L’acqua che adesso scalda le sue mani prima o poi si raffredderà, così come la vita che passa e se ne va. Con dignità ci mostra la vita in tutti i segni del suo volto. Ci guarda, ma allo stesso tempo è come se si trovasse da un’altra parte, assorta nei suoi pensieri. Il ritratto vuole essere una riflessione sul mistero della vita. Vincenza vive ogni giorno come se fosse l’ultimo e spesso mi dice: “vedrai che domani me ne vado”. Quo vadis? è la domanda che il ritratto rivolge a chi lo guarda. Dove andiamo? Questo ritratto è davvero molto importante per me, tocca corde emotive legate a ricordi di vita passata. Egoisticamente ho voluto immortalare la sua immagine, come a fermare il tempo. Ogni ruga racconta la sua storia di donna e allo stesso tempo lega me alle mie radici familiari. Mia nonna rappresenta un esempio di forza, dignità, ma anche autorità, pur nella sua semplicità ed ironia. Figlia di antichi mugnai e per molti anni operaia presso una fabbrica di esplosivi, ha passato una vita a lavorare, a faticare per portare avanti una famiglia con tanti figli. Ci ha insegnato con semplicità e genuinità che la differenza la fa la persona e non lo stato sociale da cui si proviene“.

“Olio su pannello di alluminio, cm 90×60 – 2018”

http://www.massimilianopironti.com
info@massimilianopironti.com

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